L’espressione del medico cambiò mentre esaminava i sintomi; il suo tono informale si fece serio. Prescrisse esami del sangue e una TAC, parlando a bassa voce con le infermiere.
Il mio stomaco si strinse per l’orrore mentre guardavo l’équipe medica muoversi con la velocità della tensione. Pochi giorni dopo, arrivò la diagnosi: non un’allergia, ma un cancro. Quella parola mi colpì come un pugno nello stomaco e per molto tempo non riuscii a capirne il significato.